Pensieri rubati: la logica degli obiettivi

Posted in Uncategorized on Novembre 7, 2009 by megarisk

La pausa dal blog e dalla scrittura finirà, nel frattempo mi impadronisco di parole altrui per esprimere concetti che sento molto miei

Tratto da: “L’arte dello Zen”

Il fatto di avere degli obiettivi che una volta raggiunti gratificassero il loro ego,
rendeva i ragazzi senza dubbio più volenterosi e attivi ma alla lunga questo tipo di movente è distruttivo.
Qualsiasi sforzo abbia come obiettivo finale l’autoglorificazione
è destinato a concludersi in un disastro, infatti ora ne contiamo le conseguenze.
Quando si prova a scalare una montagna per dimostrare la propria bravura, è raro che si arrivi alla vetta.
E anche se ci si arriva è una vittoria ben meschina.
Per consolidarla bisogna coninuare a misurarsi incessantemente, condannati ad aderire ad una falsa immagine di se, ossessionati dalla paura che l’immagine non sia vera e che qualcuno lo scopra
La risposta è che ognuno deve fare il proprio percorso per se, neanche per raggiungere una meta ma per goderne durante il cammino.

PREAMBOLO ALLE ISTRUZIONI PER CARICARE L’OROLOGIO – Julio Cortazar

Posted in Uncategorized on Novembre 7, 2009 by megarisk

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria. Non ti danno soltanto l’orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso. Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l’obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio; ti regalano l’ossessione di controllare l’ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono. Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell’orologio.

Un pianeta tutto mio

Posted in Uncategorized on Maggio 21, 2009 by megarisk

Vivere di alte aspettative! Anzi di altissime!
Vivere aspettandosi sempre il massimo quando se ti capita il minimo bisognerebbe essere già contenti.
Rendersene conto ma non riuscire a farne a meno.
Cercare di dare sempre il massimo, o per lo meno il meglio possibile e forse per questo aspettarselo sempre in cambio.
Sapere che spesso il tuo meglio la gente non lo vuole, anche se quando non lo dai si lamentano.
Costringersi di non cercare di dare sempre il massimo trattenendosi, facendo poi peggio di…
Non sapendo poi di cosa! Peggio di qualcosa sicuro!
Leggerlo negli occhi degl’altri e nel come reagiscono.
Rendersi conto di vivere su di un altro pianeta completamente diverso da quello in cui realmente si è, starsene seduti e guardare quello reale da lontano, con tutti quegl’omuncoli che si comportano tutti uguali e che sono alieni ai propri occhi.
Guardarsi in giro e vedere un’ombra, ma non è nessuno, poi vederne un’atra, ma non è di nuovo nessuno e via così per sempre!
Chiedersi quando qualcuno costruirà un’immensa scala per arrivare fin lassù ponendo fine alla serie di ombre!
Sentirsi dire bravo dal popolo degli omuncoli, capire a malapena da chi e vederlo sparire subito dopo.
Andare veloce, troppo, cercare di fermare la ruota che gira a mani nude e farsi male!

Un normale week-end di delirio

Posted in Uncategorized on Maggio 12, 2009 by megarisk

Venerdì mattina, mi sveglio, presto, c’è da andare a Rimini, bella Rimini, sì, ma chi se la gode? Ci vado per lavoro!
Prima però colazione, ma non in casa, no, è Venerdì, ci si gode la colazione al bar!
Dove?
Goccia d’oro, ovviamente!
Scendo di casa, i-pod, bar, pasta e cappuccio e poi a prendere Bruno, il furgone!
Rimini, primo cliente, incontro un collega, prendici un caffè, guardo un negozio e poi via, tutto il giorno da clienti.
Alle 6 di sera sono ancora a Cesena, in cerca di un benzinaio, che non c’è, aaaaahhhhhhh!!!!!!
Trovato, faccio benza e poi via verso casa, finalmente, alle 19:30 ho lezione, in Lame! E chi ci arriva per quell’ora?
Parcheggio e svuoto Bruno preparandolo da campeggio per Sabato notte.
Chiamo a casa, faccio preparare già la borsa per hip-hop e prendo la moto per fare prima!
Faccio lezione, sono quasi le 21, esco 5 minuti prima per fare prima, alle 21:45 dovrei già essere docciato e mangiato pronto sotto casa!
Arrivo a casa, 21:15!
Doccia, 21:25!
Mangio, 21:40!
Non ce la posso fare!
Infatti non ce la faccio e arrivo all’appuntamento sotto casa in ritardassimo, ma per fortuna Gio è ancora più in ritardo!
Colla si incazza!
Arriviamo sotto casa della Laura in ritardo, non si arrabbia, ha già bevuto 3 cicchetti, è il suo compleanno!
Pensavo fossimo gli ultimi ad essere arrivati, ma non è così.
“Ciao Lisa”
“Ciao Luca”
“Sì, sei tu l’ultima”
“ W l’I.T.I.S.!”
“hihihi…”

“Ehh.. già ragazzi!!”
Fai le macchine, la prendo io, poi chi la prende? La prendi tu? E con lei chi ci va? Basta che si va!
Bancomat! Dove? Di là, no, di qua, menomale che ci abitavo a Castenaso!
Sigarette, dove? Questa la so!!
Poi via, Ca’ de Fabbri, Certe notti!
Arrivo e mi faccio subito riconoscere, stereo a palla e gag con Gio e Rita!
Ballo!
Bevo!
Ballo!
Auguriiiiiii!!!!
Ballo!
Bevo e riballo!!
Sono le 3 passate.
Colla si incazza, ha ragione!
Ma non è colpa mia! Cioè sì! Ma…
Torno a casa, sono le 4.
Crollo sul letto, dormo, ma poco, ho male, ovunque.
Alle 8:30 mi sveglio, ma cazzo!!!!!
Non mi riaddormento più!
11:00 mi alzo del tutto, preparo la roba per oggi e domani, Dove?
A Cesenatico, altro compleanno, quello di Ale!
Finisco di prepararmi, anzi, prima mangio e poi finisco di prepararmi.
È Tardi!
Vai a prendere Bruno, meglio se ci vado in macchina!
Prendo la macchina, vado al garage, è pieno di plummini, si sollevano, mi entrano in macchina, che schifo!!!
Apro il garage, tiro fuori Bruno, metto dentro la Leoncina, chiudo, altri plummini, che schifo!
Parto, vado a prendere la torta, anzi, prima Gio e poi la torta, carichiamo la roba, carichiamo la torta e partiamo!
Siamo quasi in tangenziale finalmente.
Cazzo il portafoglio, dove l’ho messo?
Torniamo indietro a casa a prendere il portafoglio.
“Mamma buttami giù il portafoglio che sta nella giacca nera”
“Ma la giacca nera l’hai presa con te”
“Cazzoooooooooo!!!!!!”
Sono tornato indietro per niente.
Ripartiamo.
Cesena, no Cesenatico, cerchiamo parcheggio, no, vai prima al ristorante, parcheggia al ristorante.
“Ciao Ale!”
Lascio la torta, ci sediamo da un paninaro e: RELAX.
“Gio?”
“Sì?”
“Te il costume lo devi comprare vero?”
“Sì!”


Ci alziamo e andiamo in cerca del costume.
Proviamo al Wimea, da mutuo!
Proviamo in un altro negozio vicino, da mutuo!
Iniziamo a farci tutto il viale principale, un cazzo!
Facciamo dall’altro lato, poco e niente.
Finito il viale, che facciamo? Prendiamo il poco e niente, ma intanto chilometri a piedi.
Raggiungiamo gli altri al bagno, “pronto Ale dov’è?” A sinistra, no a destra, macchè a destra, te l’avevo detto che era a sinistra, mahhh…
Che sì fa? Aperitivo? Ma sì, aperitivo! Vodka Redbull, grazie.
Riprendiamo il furgone, andiamo a Cesena, sotto casa di Ale, poi in casa di Ale, lavati e cambiati.
Gio suona qualche canzone, noi cantiamo qualche canzone.
Arrivano gli altri, sono già le 20:45, giustamente.
Macchine?
Fai le macchine, la prendo io, poi chi la prende? La prendi tu? E con lei chi ci va? Basta che si va!
Dejavù…
Parcheggiamo, dove? Al parcheggione! Chiude alle 2:30, ma sì, fino alle tre rimane, parola del parcheggiatore.
Vai al ristorante, a Cesenatico, in quanti siamo?
22…
No 25…
No 26, non ti eri contato Ale!!
Ci sediamo, il tavolo è corto, adesso troppo lungo, meglio!
Finalmente si mangia, un casino, tutto superbuonissimo!
Antipasto, primo, secondo misto fritto-grigliato, prima del secondo però sorbetto, vino, torta!!
Spettacolo, buonissima e bellissima!
Regalo!
O prima regalo e poi torta? Mahhh…
Bè comunque bellissimo anche questo, Play3!
“Sara, dai, non fare quella faccia, amerà sempre di più te che la Play!”
Forse, dipende, dai momenti… ;)
Finiamo di mangiare, sono passate più di 2 ore, un bel po’ più di 2 ore.
Sloggiamo, ciao a chi torna, dove andiamo a chi resta!
Locale sulla spiaggia, si balla, ancora, ma non si beve! Ufff…
Sono le 3 meno 5, il parcheggio!
Andiamo a casa che abbiamo la “stanza d’albergo da sistemare” ! ;)
Arriviamo a casa, ciao a tutti!
Saliamo da Ale, ci laviamo e torniamo giù.
Sistemiamo il furgone, questo e quello in cabina, sistema la tal cosa e metti a posto la tal altra.
Gonfia il materasso, metti le coperte, gonfia i cuscini, vestiti da notte, mettiti a dormire…
Cazzo!
Siamo in discesa, ma al contrario, con la testa in giù! Il sangue defluisce al cervello e non va bene!
Tirati su, gira il furgone, rimettiti a letto e: “Buona notte!”


HIHIHIHIHIHIHIHIHIHIHI!!!!
Gio a me: “Ma che cazzo ti ridi?”
“Ma ti rendi conto che stiamo dormendo in un furgone, a Cesena sotto casa di un nostro amico?? È come se uno viene da me a dormire in via Previati!!!”
“Mi è venuto a trovare un amico – Ha dormito a casa tua? – No, sotto casa mia!!”
HAHAHAHAHAHAHA!!!
HAHAHAHAHAHAHA!!!
Sveglia alle 10:00, saliamo da Ale, ci laviamo e spiaggia, meglio prima colazione, anzi, colazione in spiaggia!
C’è la moto e devo rimanere qua a guardare, non posso venire al bar sulla strada.
Megabusso, partenza rinviata, potevo andare a fare colazione al bar sulla strada!
SPIAGGIA! RELAX!(?)
No Beach, poi ancora Beach, e ancora Beach, perso tutte e tre le volte, col cazzo che dico che so giocare la prossima volta!
Racchettoni, non so giocare, hihihi…
7-2
Stracciati!!! Che merda!
Sole, questa volta relax, Gio suona, noi cantiamo.
“Bravi!!!!” un clap clap clap proviene dalle file avanti dei lettini!!
Che spettacolo!
Sono le 6, si torna a casa, salutiamo tutti, è stato un piacere.
Gio dorme in furgone mentre guido e perde la cognizione del tempo e delle canzoni che passano in radio: “Ma questa non l’hanno messa 5 minuti fa?”
Arriviamo a casa, scarichiamo bruno, riprendiamo la Leoncina e a casa!
Doccia, cena e letto!!!!
Domani riunione e cena a casa del capo! INAFFRONTABILE!!!!!

Migliori di chi?

Posted in Uncategorized on Maggio 5, 2009 by megarisk

Tu scopi con la tua ragazza?
Fate sesso orale?
Procreate ogni volta che lo fate? No ehhh…
Perchè lo fate? Perchè vi amate, no?
Quindi tu ami la tua ragazza e se vivi con lei le vorresti stare vicino tranquillo che se stai male, vai in galera o muori lei possa essere tutelata dalla legge e abbia dei diritti.
Perchè lo vuoi? Perchè la ami immagino.
Se due persone che non credono nel sacramento del matrimonio o sono dello stesso sesso ma si amano come tu ami la tua ragazza, perchè non possono godere dei tuoi stessi diritti?
Solo perchè non sono cattolici praticanti o non credono nel matrimonio come simbolo?
Neanche tu sei cattolico praticante, come detto prima fai sesso e non procrei, quindi perchè tu devi avere più diritti di loro?
Cosa ti rende una persona migliore?
Il 75% degli stupri avvengono in famiglie sposate, quelle sono persone migliori?
Sono persone migliori queste di chi si ama e si rispetta anche se non crede nel matrimonio o ama una persona dello stesso sesso?
Come possiamo discriminare l’amore?
L’amore è amore!
Verso chi non c’entra!
Cosa vi rende più meritevoli di loro?
La finta morale di mezza giornata in chiesa che finisce appena varcate la soglia di casa e aprite il primo preservativo?
O l’arroganza di cogliere l’ennesima occasione qualsiasi solo per sentirsi migliori di altri?

P.s.: Spunto preso da una persona che stimo tantissimo ma che purtroppo non conosco

Da quando in quà la sinistra va a destra?

Posted in Uncategorized on Maggio 5, 2009 by megarisk

Perchè la sinistra non torna a fare la sinistra?
Perchè non parla di famiglie allargate, di pax, dico, coppie di fatto, matrimonio omosessuale?
Perchè non lo fa visto che noi siamo la generazione di quelli con gli amici sia etero che omosessuali che convivono e hanno dei figli anche se non sono sposati.
Che facciano i veri progressisti, che parlino di nuove tecnologie, di futuro sostenibile, di riciclaggio, di inquinamento 0 e rifiuti 0.
Che parlino di aiuti ai giovani, ma quelli veri!!!
Non che un giovane per aprire un negozio se non ha i genitori che gli coprono le spalle, devono appoggiarsi alle banche che sono i veri strozzini e non ne esci più!
Che tornino a fare i veri progressisti, che parlino di new technologies, new economy, new finances, new society, di NEW insomma!!!
Perchè noi siamo quelli di internet, dei social network, delle tecnologie, del lettore MP3, del portable internet, del multitasking!
Che tornino a fare la Sinistra per piacere che hanno perso cercando di scimmiottare la destra, perderanno adesso e perderanno sempre se continuano a cercare di copiare invece di dare una vera alternativa allo schifo che pervade la politica!
Guardate questo video.
Questa è una nazione moderna.
Che sta al passo con la società ed è lei che si adatta alla società.
Questo è un paese civile!!!
Parla di libertà ed eguaglianza, parla di ampliare la possibilità di essere felici A TUTTI, parla di società che non umilia i propri membri, parla di società che non deve dare sofferenza inutile a nessuno, parla di una società migliore!

Non scomodiamo i posteri!

Posted in Uncategorized on Maggio 4, 2009 by megarisk

Penso che le sto scontando tutte.
Cosa?
Non lo so, ma se c’è qualcosa che devo scontare lo sto facendo.
Non me ne vada dritta una, niente di vitale per fortuna, ma non se ne infila una.
Tutte per decisioni che non dipendono da me ma da altri.
Sbagliate ma anche giuste per carità, ma tutte che portano alla disfatta di un castello che stavo cercando di costruire.
Ovviamente quasi e ripeto: quasi, tutte in un settore.
Avrò fatto particolari errori, o mi sarò comportato in maniera sbagliata in svariate situazioni.
Devono essere state parecchie però a giudicare da quante ne sto pagando, ma proprio non capisco dove e quando ho sbagliato così tanto, anche se da essere umano qualcosa di sbagliato lo faccio per forza.
A detta dei più, stronzo proprio non riesco ad esserlo e già questo…
A detta dei più, mi sono sempre comportato mediamente bene…
Dico mediamente perchè in certe situazione non esiste ed è impossibile fare la cosa giusta, semplicemente perchè non esiste la cosa giusta.
Le volte che mi hanno trattato “non bene” ho quasi sempre giustificato, cercato di capire o comunque non sono mai stato impietoso.
Quindi proprio non so.
La cosa che mi preoccupa, continuassero ad andare male, è che vorrebbe dire che di sbagli ne ho fatti uno sproposito e questo mi inizierebbe a preoccupare più del fatto in se che non me ne va una dritta.
Chissà…
Ai posteri l’ardua sentenza?
Spero di no…

L’inferno e gli Eroi

Posted in Uncategorized on Aprile 6, 2009 by megarisk

Stanotte la terra ha tremato, ed è stata un evento orribile.
Stanotte ben più di cento persone hanno trovato la morte nel sonno e questo è drammatico.
Stanotte la terra ha deciso di stravolgere la vita di un pezzo del nostro paese.
Queste sono cose terrificanti e la drammaticità del’evento e la sofferenza derivante è enorme e indescrivibile.
Quello che posso descrivere invece è quello che ho visto oggi.
Per lavoro faccio centinaia di chilometri, la maggior parte per quell’arteria autostradale che è la A1.
Oggi mentre alla radio sentivo testimonianze e aggiornamenti sull’accaduto, ho incrociato decine di automezzi della protezione civile, militari e vigili del fuoco che accorrevano a prestare i soccorsi.
Guardando dentro a quei mezzi vedevo persone “normali” come me e tutti noi, ma che in realtà in questi casi diventano eroi, sono eroi.
Non hanno superpoteri particolari da WarnerBros, ma “solo” un cuore e un coraggio enorme!
Li ho visti mentre andavano a cercare di salvare delle vite, rischiando forse anche la loro.
In quel momento avrei voluto gridargli un “forza ragazzi, siete grandi!”, senza nascondere anche una lacrima.
Domani sarò a casa mentre loro saranno là, in mezzo all’inferno di un terremoto del genere e mi chiedo perchè anche io non devo andare a dare una mano.
Come è stato però detto, adesso servono gli specialisti e chi l’eroe è proto e lo sa fare, d’avvero.
Decine di vite sono in mano vostra, FORZA RAGAZZI!

Credo e non credo

Posted in Uncategorized on Marzo 25, 2009 by megarisk

Non lo sono mai stato e non sono un credente.
Sul lato divinità mi sono sempre dibattuto tra il mio enorme lato a base scientifica e quello irrazionale.
Il primo non concepisce un qualcosa di cui non si può provare l’esistenza su base empirica,
mentre l’altro non concepisce che si arrivi a un certo punto dopo di che: buio!
Sono riuscito anche a trovare una conciliazione tra le due cose.
Se si pensa che noi siamo fatti di materia, che questa materia ha effettivamente una coscienza (l’ “IO”), che sia fatta della stessa materia di tutto ciò che ci circonda (siamo ciò che mangiamo), che da morti la nostra materia torna a far parte del “Tutto Il Resto”, penso si possa ipotizzare che la nostra esistenza non finisca ma cambi solo forma entrando a far parte, perchè no, di una coscienza planetaria.
Uno stadio successivo nell’evoluzione diciamo.
Con questo si potrebbe anche già razionalizzare il concetto di paradiso.
Se pensiamo poi che tra questa coscienza planetaria e l’uomo “mortale” si possa instaurare una sorta di comunicazione, potremmo veramente ricondurre e dare una spiegazione a qualsiasi tipo di fenomeno mistico/esoterico.
Ma il mio intento ora non è quello di creare una nuova religione, ma quello di spiegare un concetto molto più semplice, o quasi.
In tutto questo ragionare e ipotizzare sul futuro dell’essere umano, ho sempre avuto l’idea di una figura che sta là, a capo di tutto.
Chiamatelo poi Dio, Allah, Vishnù, Budda o quello che vi pare, a me poco interessa e poi tanto, non vi risponde!
Rimane comunque colui a cui mi rivolgo, sia per dire grazie che per incazzarmi quando qualcosa non va.
Ultimamente, ormai sono diventati parecchi mesi, però le incazzature superano di gran lunga i grazie e stanno diventando sempre più, diciamo, “sentite”!
La cosa un po’ mi disturba perchè, pur rimanendo uno scarsissimo credente per le ragioni di cui sopra, ho sempre voluto mantenere un discreto rispetto verso questa figura.
Chiamatela educazione, barlume di fede o anche semplice paraculaggine, ma così è!
Le incazzature derivano dal fatto che non ce n’è una che si infila per i fatti suoi, vuoi anche per (s)fortuna.
Ad esempio, quando mi capita un fatto, una news, che potrebbe anche prendere risvolti positivi e avere così una certa importanza, ormai so già che qualcosa succederà e sfumerà tutto in un nulla di fatto.
Questa è diventata una costante, quasi matematicamente dimostrata e sulla quale neppure la legge dei grandi numeri e delle probabilità riesce ad avere la meglio!
Ho provato anche ogni volta a mantenere un comportamento diverso, ma niente, sembra essere indipendente da qualsiasi fattore esterno e proprio per questo tutte le volte guardo in su e… vedi l’incazzature spiegate prima.
E’ un po’ quella logica del vedere il giochino e quando ci sei a un palmo te lo portano via, neanche riesco a toccarlo…
E quindi mi incazzo con lui, perché la mano che mi porta via il gioco la associo a lui.
Spero solo che non si offenda troppo, ma se le va anche a cercare!
Basterebbe farmene andar bene, al cento o anche al novanta per cento, una ogni tanto e non avrei nulla da dirgli.
Mentre no! Gli piace divertirsi! E allora…
Solo che questo fa nascere in me un certo senso di impotenza.
Non è che anche “lui” in realtà è una “lei”?
Azz…

L’importanza delle cose

Posted in Uncategorized on Marzo 23, 2009 by megarisk

Come tutti i giorni lui scende in strada e sa perfettamente che la vedrà, ma rimane comunque insita in lui la consapevolezza che al mondo nulla è al cento per cento e che può sempre succedere un imprevisto.
Tutti i giorni entra sempre nello stesso bar e con la stessa certezza che la luna sussegue al sole, lei prima o poi arriverà, piccola ma enorme perchè il suo cuore la riesca a contenere tutta, si siederà lì vicino a lui.
Nessuno sa quando inizieranno a parlare, ma lo faranno.
Giorno dopo giorno diventano sempre più indispensabili l’uno all’altro.
Ordinano sempre le stesse cose, non potrebbero fare altrimenti, mettono poi sul tavolino tutto, ma proprio tutto, quello che gli è successo come un resoconto di una missione che va studiata, valutata e di cui bisogna trarne le conclusioni, sempre.
Nessuno dei due potrebbe fare a meno delle valutazioni dell’altro.
A dire il vero nessuno dei due riesce fare a meno dell’altro e forse questa è la loro più grande paura, perchè, nessuno dei due, ammetterebbe mai che l’altro potrebbe diventare di più di quello che appare al passante distratto che guarda dalla vetrina: un amico, punto.
Ma stanno diventando indispensabili a vicenda anche se non lo ammetteranno mai a nessuno, figuriamoci a se stessi.
Oggi lui è in ritardo, causa di forza maggiore, e si affretta con una certa ansia, non sa il perchè.
Entra nel bar comunque sicuro che per forza lei ci sarà.
Hanno un debriefing lasciato in sospeso, ma lei ancora non è arrivata, anche se il tavolino, il loro, è libero e la sedia, quella di lei, è spostata.
Pensa si sia assentata per qualche momento e quindi distrattamente si siede, quasi come lei fosse già lì, pronto con la prima parola da dirgli in bocca, tanto sarà questione di poco e lei comparirà.
Non sa perchè ma ne sente la presenza anche se lei non arriva e, per quel giorno, non arriverà.
Il cento per cento è stato infranto e forse questo segnerà il giorno più importante.
Per la prima volta lei gli manca.
Il cuore che di solito fatica a contenerla ora si sente vuoto, quasi implodere.
Da quel giorno non sarà mai più la stessa cosa, almeno per lui.
Per la regola che non lascia scampo del: ti accorgi quanto vale una cosa finchè non ti viene a mancare, lui oggi ha dovuto ammettere a se stesso per la prima volta quanto lei è importante e che il passante distratto inizia a sorridere e a vedere qualcosa di più in quei due seduti l’uno di fianco all’altro.