Credo e non credo

Non lo sono mai stato e non sono un credente.
Sul lato divinità mi sono sempre dibattuto tra il mio enorme lato a base scientifica e quello irrazionale.
Il primo non concepisce un qualcosa di cui non si può provare l’esistenza su base empirica,
mentre l’altro non concepisce che si arrivi a un certo punto dopo di che: buio!
Sono riuscito anche a trovare una conciliazione tra le due cose.
Se si pensa che noi siamo fatti di materia, che questa materia ha effettivamente una coscienza (l’ “IO”), che sia fatta della stessa materia di tutto ciò che ci circonda (siamo ciò che mangiamo), che da morti la nostra materia torna a far parte del “Tutto Il Resto”, penso si possa ipotizzare che la nostra esistenza non finisca ma cambi solo forma entrando a far parte, perchè no, di una coscienza planetaria.
Uno stadio successivo nell’evoluzione diciamo.
Con questo si potrebbe anche già razionalizzare il concetto di paradiso.
Se pensiamo poi che tra questa coscienza planetaria e l’uomo “mortale” si possa instaurare una sorta di comunicazione, potremmo veramente ricondurre e dare una spiegazione a qualsiasi tipo di fenomeno mistico/esoterico.
Ma il mio intento ora non è quello di creare una nuova religione, ma quello di spiegare un concetto molto più semplice, o quasi.
In tutto questo ragionare e ipotizzare sul futuro dell’essere umano, ho sempre avuto l’idea di una figura che sta là, a capo di tutto.
Chiamatelo poi Dio, Allah, Vishnù, Budda o quello che vi pare, a me poco interessa e poi tanto, non vi risponde!
Rimane comunque colui a cui mi rivolgo, sia per dire grazie che per incazzarmi quando qualcosa non va.
Ultimamente, ormai sono diventati parecchi mesi, però le incazzature superano di gran lunga i grazie e stanno diventando sempre più, diciamo, “sentite”!
La cosa un po’ mi disturba perchè, pur rimanendo uno scarsissimo credente per le ragioni di cui sopra, ho sempre voluto mantenere un discreto rispetto verso questa figura.
Chiamatela educazione, barlume di fede o anche semplice paraculaggine, ma così è!
Le incazzature derivano dal fatto che non ce n’è una che si infila per i fatti suoi, vuoi anche per (s)fortuna.
Ad esempio, quando mi capita un fatto, una news, che potrebbe anche prendere risvolti positivi e avere così una certa importanza, ormai so già che qualcosa succederà e sfumerà tutto in un nulla di fatto.
Questa è diventata una costante, quasi matematicamente dimostrata e sulla quale neppure la legge dei grandi numeri e delle probabilità riesce ad avere la meglio!
Ho provato anche ogni volta a mantenere un comportamento diverso, ma niente, sembra essere indipendente da qualsiasi fattore esterno e proprio per questo tutte le volte guardo in su e… vedi l’incazzature spiegate prima.
E’ un po’ quella logica del vedere il giochino e quando ci sei a un palmo te lo portano via, neanche riesco a toccarlo…
E quindi mi incazzo con lui, perché la mano che mi porta via il gioco la associo a lui.
Spero solo che non si offenda troppo, ma se le va anche a cercare!
Basterebbe farmene andar bene, al cento o anche al novanta per cento, una ogni tanto e non avrei nulla da dirgli.
Mentre no! Gli piace divertirsi! E allora…
Solo che questo fa nascere in me un certo senso di impotenza.
Non è che anche “lui” in realtà è una “lei”?
Azz…

2 Risposte to “Credo e non credo”

  1. Potrei smentirti sul fatto che “lui” sia una “lei” con una serie interminabile di valide argomentazioni! ^^ un bacione

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: